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Macalube Riserva naturale d'eccellenza per TripAdvisor, ma...

Tripadvisor per il 2014 ha certificato l'eccellenza della riserva gestita per conto della Regione da Legambiente dal 1996. Ma com'è possibile questo nonostante le attività di gestione e valorizzazione siano ridotte al minimo a causa dei tagli orizzontali agli stanziamenti?

- 27/06/2014

di Daniele Gucciardo*
 
TripAdvisor per il 2014 ha certificato l’eccellenza della Riserva Naturale Macalube con un punteggio molto alto frutto della valutazione del sito naturalistico contenuta in 29 recensioni. La cosa mi ha piacevolmente sorpreso ma soprattutto incuriosito, infatti - dopo aver incorniciato il “Certificato di Eccellenza”, per poterlo esporre in evidenza sui luoghi – mi sono chiesto come questo possa essere avvenuto considerato che da alcuni anni le nostre attività di gestione e manutenzione del sito subiscono pesanti rallentamenti e molto spesso abbiamo dovuto rinunciare a progetti di valorizzazione, a causa dei tagli orizzontali degli stanziamenti operati dalla Regione Siciliana.
 
Legambiente Sicilia gestisce la riserva naturale delle Macalube di Aragona dal 1996 per conto della Regione - Assessorato del Territorio e dell’Ambiente - che l’ha istituita nel 1995. La convenzione di affidamento garantisce la copertura delle spese di gestione ordinaria e di personale di questa e delle altre 5 riserve regionali ad essa affidate, ma dal 2010 il budget massimo che dovrebbe essere garantito dalla convenzione viene sempre ritoccato al ribasso, riducendo drasticamente non solo la agibilità della gestione ordinaria ma le capacità di programmazione delle attività future (ricerca scientifica, fruizione, infrastrutturazione). 
 
In un quadro come questo come è possibile che le “Maccalube” vengano premiate dai visitatori e da TripAdvisor? Forse le recensioni non sono attendibili? Forse i visitatori sono letteralmente “abbagliati” dalla bellezza della natura e dalla coltre di sale che copre la collina dei vulcanelli e riflette i raggi di sole rendendola, oltre che  un paesaggio lunare, un luogo abbacinante? Vado a leggere le recensioni e tutto si chiarisce. I commenti sono eccellenti per quanto riguarda la natura del luogo… "stupendo è dir poco … spettacolo raro...", ma più o meno tutti si rendono conto che… "potrebbe essere curato meglioè pazzesco che per raggiungere questi piccoli vulcani si debba girare un intero paese e domandare a mille persone … se non fosse per i pannelli esplicativi ben realizzati sembrerebbe proprio che la zona sia abbandonata a se stessa"
 
Gli anni in cui si è lavorato meglio sono stati quelli tra il 2005 e il 2008, durante i quali - grazie al  progetto Life denominato “MacaLife” cofinanziato in massima parte dalla Commissione Europea - siamo riusciti a riparare i danni agli habitat, presenti all’interno della zona di massima tutela (zona A), provocati dall’agricoltura svolta in violazione del regolamento della Riserva, che il sistema normativo/giuridico di tutela delle aree protette fino a quel momento non è riuscito a reprimere.
 
Con quel progetto: si completò l’acquisizione dei terreni (circa i 2/3 della zona A) finalizzata alla realizzazione del progetto di rinaturalizzazione, la restante parte fu espropriata dalla Regione Siciliana con le misure del POR 2000-2006; si collocarono le tabelle segnaletiche e  quelle descrittive del fenomeno geologico, degli habitat e delle attività di rinaturalizzazione effettuate con il “MacaLife”; si realizzarono le recinzioni, i cancelletti di ingresso. In poche parole tutto ciò che serviva per segnalare e rendere fruibile l’area come una riserva naturale.
 
Oggi questi pochi segni di quello che immaginavamo come l’inizio di una inversione di tendenza nella cura e mantenimento di questa riserva naturale regionale manifestano il loro invecchiamento e restituiscono l’impressione che… questo posto fino a pochi anni fa doveva essere una grande attrazione turistica ma ora sembra abbandonato.
 
Prima di questo periodo e anche dopo la eravamo riusciti a far inserire nella programmazione di spesa dei Fondi Europei alcuni progetti  come, “l’acquisizione di un immobile per la realizzazione di un Centro Visitatori e Uffici dell’Ente gestore della Riserva”, la “realizzazione dei sentieri all’interno della zona A”, “l’acquisizione di un caseggiato per la realizzazione di un museo della civiltà contadina”,  per diversi finanziamenti, ammontanti complessivamente a qualcosa come € 1.300.000, che “puntualmente” la Regione Siciliana  ha perso perché - non volendo redigere direttamente i progetti esecutivi, non consentendo che lo facesse l’Ente gestore della Riserva (Legambiente Sicilia) e affidando l’incarico ai già oberati uffici tecnici degli Enti Locali (Comune, Provincia) o dell’Azienda Foreste Demaniali – i progetti esecutivi non sono stati redatti o approvati, fatta eccezione per il Centro Visitatori in cui, pur essendo pronto, i lavori non sono iniziati prima della scadenza fissata dalla Programmazione dei Fondi Europei.
 
Per cui ad oggi a distanza di 18 anni non abbiamo un presidio fisso e dotato dei servizi di supporto alla fruizione nei  pressi della riserva e i visitatori più informati commentano dicendo che… "il sito naturalistico ben gestito e' a 2 Km. da Aragona… se si chiama prima … è possibile avere una guida che accompagna lungo il percorso della riserva", ma quelli meno informati si aspettano di trovarci sempre lì, ma dove? Nonostante queste difficoltà sono circa 10 mila i visitatori che ogni anno si recano sulla "collina dei vulcanelli".
 
Abbiamo chiesto all’ARTA di modificare il regolamento della riserva, che ad oggi vieta l’accesso alle specie animali domestiche, per consentire la visita guidata a dorso di asino per i soggetti con limitate capacità deambulatorie e portatori di handicap, ma dal 2008 attendiamo risposta, nel frattempo lo stesso assessorato ci ha autorizzato “beffardamente” alla spesa per l’acquisto degli asini e delle relative attrezzature. 
 
Come gestori della riserva, continuamente andiamo in cerca di fondi da poter spendere per migliorare le condizioni di naturalità, per approfondire la conoscenza del fenomeno geologico e delle altre valenze naturalistiche e per poter divulgare la conoscenza di ciò, ma purtroppo l’unico caso in cui abbiamo trovato i fondi e siamo riusciti a spenderli è stato in occasione del progetto Life in cui abbiamo by-passato la burocrazia regionale e ci siamo confrontati in maniera più agile, insieme al Comune di Aragona e alla Provincia Regionale di Agrigento, con i livelli burocratici europei.    
 
Questo riconoscimento di tripadvisor è per noi uno stimolo a fare molto di più, anche e soprattutto cercando di incidere nella burocrazia e nella politica regionale in maniera tale che queste siano efficaci e tempestive nelle prassi e nelle scelte di governo. Per fare   un esempio di questi giorni, gli uffici dell’ARTA hanno impiegando 8 anni per riconoscere un indennizzo per mancato reddito agrario ad uno degli ex proprietari dei terreni espropriati.
 
Ma occorre che anche il livello politico si renda conto che occorre puntare realmente sullo sviluppo legato alla tutela e valorizzazione del territorio e che per far questo occorre trovare risorse ed essere in grado di spenderle. La soluzione dei problemi finanziari della gestione delle aree protette non può essere il semplicistico annuncio dell’istituzione del biglietto di ingresso senza stabilire come verranno ridistribuite le risorse incassate, o pensare che le tutte le aree protette siano in grado di produrre introiti per una gestione autosufficiente.   
 
* Daniele Gucciardo è vice presidente del Circolo Rabat di Legambiente
 

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